Chi insegna sa che uno degli obiettivi principali della disciplina Arte e Immagine consiste nell’aiutare i bambini e i ragazzi a comprendere e utilizzare correttamente i codici del linguaggio visivo. Cosa significa “linguaggio visivo”? Quali sono i principali elementi del linguaggio visivo? Scopriamo in questo articolo!

Che cosa significa linguaggio visivo?

Il linguaggio è lo strumento privilegiato della comunicazione. Grazie a esso possiamo esprimere idee e ipotesi ma anche raccontare fatti realmente accaduti, porre domande, rispondere, impartire ordini e dare voce alle nostre emozioni e sensazioni. Il linguaggio verbale non è l’unico tipo di linguaggio esistente perché la comunicazione avviene in moltissimi modi, per esempio mediante il corpo con la danza, i gesti e le espressioni del volto, la musica, la pittura. Tutte queste forme di comunicazione sono linguaggi a tutti gli effetti e prendono nomi diversi, per esempio linguaggio musicale, linguaggio dei gesti e linguaggio visivo.

esempio tipologie di linguaggio

La danza è un esempio di linguaggio non verbale

Non tutti i linguaggi sono immediatamente accessibili a tutti. Se, ad esempio, sfogliassimo uno spartito per pianoforte senza aver mai studiato musica non riusciremmo a suonare, così come viaggiando in un paese lontano non saremmo in grado di esprimerci nella lingua locale né tanto meno di comprendere ciò che ci viene detto. Per comunicare attraverso un certo linguaggio (verbale, linguistico ma anche musicale, visivo…) è necessario conoscerne il codice, ovvero gli elementi di base e le regole.

Per questo motivo anche il linguaggio visivo, che ad una prima occhiata può darci l’impressione di essere immediatamente comprensibile, ha bisogno di essere studiato. L’esempio più immediato in questo caso è quello fornito dall’arte contemporanea, un campo che spesso anche gli appassionati più insaziabili di arte guardano con una certa diffidenza… L’arte (e nel caso del contemporaneo ciò è ancora più evidente) deve essere studiata altrimenti non verrà pienamente compresa!

Il linguaggio visivo ha i suoi codici: gli elementi fondamentali del disegno, ad esempio, sono diversi da quelli della pittura e della scultura, e sono diverse anche le regole in base alle quali questi elementi si combinano fra di loro per formare un’opera.

I codici, inoltre, cambiano nel tempo. Quando proviamo a leggere una poesia scritta due secoli fa, infatti, ci renderemo subito conto che l’italiano utilizzato è molto diverso da quello che parliamo e usiamo oggi. Allo stesso modo anche i codici del linguaggio visivo hanno subito dei cambiamenti nel corso del tempo.

Quali sono gli elementi del linguaggio visivo?

particolare della pennellata di Kandinsky nel paesaggio invernale

Kandinsky, Paesaggio invernale, 1909.

 

Oggi siamo letteralmente assediati dalle immagini! Pensiamo alle pubblicità, alle riviste e ai quotidiani, ai fumetti, alla televisione, a Youtube, ai social network e agli utilizzi potenzialmente infiniti delle immagini nel web. Le immagini non sono mai fine a se stesse ma sono state progettate e create per mille motivi diversi, ad esempio per convincerci a comprare un prodotto, generare una reazione emotiva, informare, educare, intrattenere… Per comprendere fino in fondo il mondo che ci circonda dobbiamo imparare a “smontare” le immagini nei loro elementi base e imparare a comprenderne il significato profondo per selezionarle, separarle, distinguere quelle utili da quelle inutili, quelle vere da quelle false. 

Questo ragionamento si applica anche alla storia dell’arte perché per analizzare un’opera è necessario che i bambini e i ragazzi, sebbene con diversi gradi di profondità, imparino a leggere e interpretare ciò che vedono. E per far ciò è necessario conoscere gli elementi costitutivi del linguaggio visivo.

Questi sono il segno e il punto, la linea, il colore, la superficie, lo spazio, il volume, la luce e la composizione. Segui i link per scoprire approfondimenti su ciascuno di questi argomenti!