Qual è il miglio modo di imparare? Guardando, toccando e soprattutto divertendosi! Ecco perché condivideremo con Urban Lives il progetto per far conoscere la street art ai bambini!

Facciamo conoscere la street art ai bambini, e a voi presentiamo Urban Lives!

Urban Lives di Ivana De Inncocentis

Ho incontrato Ivana De Innocentis, dopo tanto tempo che la seguivo sui social, in una giornata piena di sole a Roma. Il tempo di una spremuta e tante chiacchiere, tanti argomenti, un elenco infinito di idee e progetti legati al mondo della street art e della didattica.

Come facciamo a far comprendere quali sono le motivazioni profonde che spingono un artista  a dipingere sui muri? Come possiamo spiegare alle nuovissime generazioni il perché quell’arte è ora al museo?… Insomma noi vogliamo provarci a spiegare ai bambini questa nuova forma di arte che sta cambiando le nostre città!

Ti unisci a noi?

Di seguito troverete l’intervista che Ivana ci ha rilasciato. Non ho dubbi che vi piacerà 😉

Quattro chiacchiere per conoscere meglio il progetto didattico sulla street art!

street art per bambini

Da zebra storica dell’arte contemporanea quale sono, guardo con molta curiosità la street art che sta piacevolmente “invadendo” le nostre città. Ho incontrato nel mio cammino Urban Lives e la sua fondatrice Ivana De Innocentis, che oggi voglio presentarvi! Ci racconti un po’ di te e del tuo progetto?

Ciao! Da tanti anni lavoro in ambito comunicazione e da sempre amo l’arte, una passione sempre accompagnata da una grande sete di conoscenza e da un grande desiderio di studio e approfondimento attraverso i libri ma anche e soprattutto dai viaggi e dal desiderio di ammirarla dal vivo. Con lo stesso approccio mi sono relazionata alla street art: non mi bastava andare a caccia di arte di strada, volevo saperne di più, volevo conoscere le tecniche, l’eventuale messaggio, la storia dell’artista. Urban Lives è nato così: un progetto editoriale (e molto di più) per raccontare la street art nazionale, il più possibile attraverso testimonianze dirette.

 

L’arte urbana è un’arte a tutti gli effetti. Cosa manca nel nostro Paese per riconoscerla come tale?

Manca quello di cui parlo spesso sul sito Urban Lives: la consapevolezza che sia un’arte a tutti gli effetti e come tale richiede studio, dedizione, creatività, esperienza. Uno dei miei principali obiettivi è proprio quello di abbattere questi pregiudizi: il muro non è meno importante o meno complesso di una tela… anzi. Nell’arte di strada lo studio delle tecniche, del luogo, dello spazio, perfino del clima e dagli agenti atmosferici (che possono diversamente agire e deteriorare l’opera) e degli elementi urbani a disposizione è un processo complesso, reso ancora più difficile dalla velocità di esecuzione e dall’imprevedibilità del dipingere in un contesto urbano all’aperto. Insomma, tutt’altro che un’arte di serie B, merita la giusta attenzione e riconoscimento.

 

Street art e didattica: dubbi e reticenze. Non in tutti i manuali di storia dell’arte è presente un capitolo dedicato all’arte urbana, dunque non in tutte le scuole se ne parla: perché?

Credo sia comprensibile che ogni epoca di rivoluzioni artistiche crei non solo incertezze, confusione e un po’ di spaesamento ma anche lunghi tempi di assimilazione e comprensione sociale. Ed è proprio in questi periodi che bisognerebbe dare voce ai protagonisti del cambiamento: agli artisti. Con il progetto di laboratori, incontri e dibattiti con bambini e ragazzi sull’arte di strada è possibile, anche grazie alla partecipazione attiva degli artisti, non solo fare chiarezza sull’arte urbana e insegnarne le tecniche e le caratteristiche ma anche renderla fruibile. I bambini sono il futuro della street art, vanno resi partecipi e protagonisti di quella che è oramai una vera e proprio rivoluzione artistica urbana.

 

Far conoscere l’arte urbana ai bambini e ai ragazzi: un progetto ambizioso che ci accomuna e ci fa mettere insieme le nostre diverse competenze. In che modo pensi che la conoscenza della street art sia utile alle nuove generazioni?

In un’epoca di comunicazione a distanza e di mondi virtuali sempre più solitari dovremmo riscoprire, e far riscoprire alle nuove generazioni, il piacere di stare per strada, di relazionarci con il prossimo, di vivere la città, osservarla, ammirarne i cambiamenti. L’arte di strada può essere un modo per riappropriarci degli spazi urbani, di riscoprirli, di riqualificarli e di ridargli vita e colore.

 

Qualche piccola anticipazione sui progetti futuri per i lettori di Zebrart? 

Oltre al progetto dei laboratori didattici e degli incontri formativi sulla street art, che spero di veder realizzati non solo nelle scuole ma anche all’interno di spazi culturali o di iniziative di più ampio respiro, confesso di avere in testa anche qualcosa di più ambizioso: prometto di parlarvene presto, per ora è work in progress :)

 

Ringrazio infinitamente Ivana per aver accettato questa sfida e per averci messo a disposizione la sua passione e competenza nell’elaborazione di questo progetto didattico! 😀