Dal 16 al 22 marzo 2015 avrà luogo il Festival della Cultura Creativa che sarà diffuso su tutto il territorio nazionale.

Fra poche settimane avrà inizio la II edizione del Festival della Cultura Creativa. L’edizione dello scorso anno ha visto il coinvolgimento di 50 città italiane raggiungendo più di 10.000 bambini e ragazzi, impegnati in un tema ricco di possibili sviluppi: il Museo Immaginario.

Il progetto è promosso e seguito da ABI (Associazione Bancaria Italiana), con il patrocinio della Commissione Nazionale Italiana per l’UNESCO e il Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo.

Il programma: didattica a Roma

Il programma per questa nuova edizione 2015 è ancora in fase di definizione, ma sul sito compaiono già i nomi dei partner e dei luoghi nei quali avranno corso le attività e i laboratori didattici. A Roma saranno interessate delle strutture nei quartieri Garbatella e Quadraro, ma preparatevi anche a fare un salto a Villa Torlonia, alle Scuderie di Palazzo Altieri, a Palazzo de Carolis e al Palazzo delle Esposizioni; a Napoli sarà interessato anche il Museo d’arte contemporanea Donna Regina; a Milano il Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia Leonardo da Vinci; a Torino il Museo Nazionale del Cinema, ma le città coinvolte saranno tantissime dal nord al sud dell’Italia.

L’artista che ha realizzato il manifesto del Festival è Eva Montanari, illustratrice dalla penna elegante e dal tocco morbido. I suoi libri sono stati tradotti in Portogallo, Croazia, Finlandia, Turchia, Argentina e Thailandia e le sue opere esposte negli Stati Uniti, in Giappone, Francia, Inghilterra, Brasile e Venezuela.

 

didattica a roma

Eva Montanari, Alfabeto del mondo.

Il tema del Festival della Cultura Creativa

Il tema di questa seconda edizione è L’alfabeto del mondo, leggiamo i segni intorno a noi e raccontiamo, per cercare di indagare insieme ai più giovani che cosa significhi narrare e, soprattutto, cosa significa farlo oggi, in un mondo dominato dalla velocità delle comunicazioni consentite dai social network e dai nuovi dispositivi tecnologici.

Quando si parla di narrazione mi viene quasi naturale ricordare i racconti dei miei nonni sulla loro infanzia; le favole inventate dai miei genitori; le maestre e gli insegnanti che, attraverso la propria voce, svelavano ai nostri occhi la realtà fenomenica, nella sua più semplice eccezione. Questa è l’acqua, diceva David Foster Wallace, in un famoso discorso pronunciato nel 2005 al Kenyon College:

Ci sono due pesci che nuotano e a un certo punto incontrano un pesce anziano che va nella direzione opposta, fa un cenno di saluto e dice: “Salve ragazzi. Com’è l’acqua?”. I due pesci giovani nuotano un altro po’, poi uno guarda l’altro e fa: “Che cavolo è, l’acqua?”

Ecco, l’acqua è questa, così come questa è la narrazione: ne siamo immersi e non ne siamo consapevoli. Ognuno di noi, in misura minore o maggiore, fa uso di strumenti narrativi per raccontare un episodio divertente o tragicomico, per spiegare qualcosa a chi non la conosce, per insegnare il funzionamento di un banale elettrodomestico o le motivazioni di un’azione. Fateci caso: ognuno di noi racconta qualcosa ogni giorno e, proprio come i pesciolini di Wallace sono immersi nell’acqua, senza la quale non riuscirebbero a sopravvivere, anche noi nuotiamo in un mare di parole, di messaggi e di informazione, senza rendercene conto.

Proprio per questo motivo il tema del festival della Cultura Creativa di quest’anno è affascinante, perché può rivelarsi uno strumento prezioso per permettere ai giovani partecipanti di leggere o rileggere la realtà con occhi diversi e, magari, di raccontarla con parole nuove.

 

Le immagini a corredo di quest’articolo sono state tratte dal sito ufficiale del Festival della Cultura Creativa.