Arriva dalla Svezia e si chiama come un famoso movimento artistico… è la DADA, la nuova frontiera della didattica è approdata anche in Italia!

In cosa consiste? Scopriamolo insieme…

La scuola a colori

La didattica DADA rappresenta un nuovo approccio, al passo con i tempi, alla didattica nelle scuole.

Il progetto trae ispirazione da modelli nordeuropei ma rivendica una matrice del tutto italiana. Sono state infatti applicate in due licei scientifici di Roma, il J.F. Kennedy e l’ A. Labriola, le nuovissime innovazioni a livello pedagogico-didattico.221021324_ae7080d6de_b

DADA infatti prevede in primo luogo il movimento degli studenti: basta lezioni frontali e aule anonime, è lo studente a dover cambiare aula ad ogni ora, trovando per ogni lezione un’aula di colore diverso, adattata alle necessità della materia.

L’aula di scienze naturali quindi potrebbe essere con pareti dipinte di verde, o decorate dagli studenti stessi con temi naturalistici e ancora poster, mappe e tutto il materiale per creare un’ambiente stimolante e un favorire l’approccio con la materia scolastica.

Gli ambienti scolastici, diventano quindi degli spazi laboratoriali, ambienti di apprendimento, dove l’approccio è operativo, in cui maggiori responsabilità pratiche (come l’organizzazione e gestione dei lavori in classe ma anche dei testi e degli orari da rispettare) favoriscono una migliore sedimentazione delle conoscenze apprese oltre a una maggiore quantità di competenze acquisite.

1038145678_07e9014c1d_z Un’attenzione particolare è stata rivolta, inoltre, all’aspetto visivo ed emozionale. Le aule colorate non solo creano un ambiente meno distaccato e più stimolante, ma identificano i diversi settori disciplinari all’interno della scuola stessa.

Anche gli arredi contribuiscono alla creazione di uno spazio polivalente, sono infatti disposti e selezionati in modo da potersi adattare alle diverse lezioni proposte e pensati per essere sempre più flessibili e versatili.

Insomma un modello di scuola dinamica, in movimento, di cui gli studenti ne sono il vero fulcro e motore.

Dada – didattica a Roma

A Roma, sono stati applicati i modelli DADA, in due licei scientifici. Necessaria è stata la collaborazione e il sostegno da parte di tutto il personale scolastico, nonché da parte dei genitori e degli studenti stessi.FVES_Classroom

Il presupposto essenziale per la nascita di questo progetto è stata proprio la collaborazione all’interno e all’esterno della scuola, che ha determinato anche una riuscita dal punto di vista economico, in quanto le Amministrazioni non hanno dovuto sostenere costi aggiuntivi per il riadattamento degli spazi. Insomma lo sforzo comune iniziale ha contribuito a creare le basi per una scuola ideale e aggiornata sotto ogni punto di vista.

Riporto infine un breve estratto dal progetto “D.A.D.A. (Didattiche per Ambienti Di Apprendimento) Un’innovazione didattico organizzativa…realizzabile” di Ottavio Fattorini e Lidia Cangemi (Dirigenti scolastici presso i Licei Scientifici Statali “A. Labriola” e “J. F. Kennedy” di Roma)

Il progetto DADA prevede la sperimentazione di modelli innovativi di didattica e di organizzazione, momenti di ricerca e di formazione, occasioni di scambio e di confronto: se l’architettura che auspichiamo è fatta di spazi ampi, compositi, flessibili, ricchi di risorse tecnologiche e non solo, colorati, ricomponibili, modulari, policentrici, la didattica sempre di più dovrà disancorarsi dalla sola lezione frontale per lasciare spazio anche ai “processi collaborativi, di brain storming, ricerca, peer teaching, rielaborazione, presentazione. Insomma aule laboratorio, aule di proprietà del gruppo, a responsabilità di gruppo, in cui davvero il ruolo del docente assume il carattere di regista e facilitatore dell’apprendimento.

Il progetto è nuovissimo, partito proprio all’inizio dell’anno scolastico, ma si stanno attuando studi approfonditi, su questo nuovo sistema di apprendimento, da parte di Università che, parallelamente al monitoraggio interno, consentiranno di presentare DADA come un progetto replicabile, con i dovuti accorgimenti e riadattamenti, in altri contesti. Non resta che seguirli… voi cosa ne pensate?