Trattare Dalì non è affatto facile: genio stravagante ed eccentrico, ha da sempre catturato l’attenzione di critici e appassionati di arte che ne hanno scritto lungamente. Vediamo le opere principali di Dalì e La persistenza della memoria in un PDF da scaricare gratis!

Surrealismo, arte fatta di sogni

Il Surrealismo è un movimento artistico-letterario che ha conosciuto una grande fortuna presso il grande pubblico e risale formalmente al 1924, quando André Breton pubblica il Manifesto. Il movimento ha delle radici letterarie molto forti e se volessimo individuarne alcuni precursori non potremmo non citare Baudelaire e Rimbaud, famosi poeti; Freud  e la psicoanalisi, per l’importanza che gli artisti hanno attribuito all’inconscio e all’irrazionale; De Chirico, Savinio e la pittura metafisica.

dalì artista poliedrico e personalità eccentrica

A sinistra: Dalì nel 1965. A destra fonte:artslife.com

I protagonisti del Surrealismo sono parecchi, alcuni artisti gravitarono intorno a Breton per poco tempo, allontanandosi presto dal movimento, altri invece ne seguirono la parabola. L’aspetto interessante è che ogni artista surrealista è profondamente diverso dagli altri: nonostante alla base ci sia una certa comunanza tematica, il linguaggio artistico adottato risulta personale. Magritte e la sua pipa, Ernst e le associazioni di elementi disparati, Tanguy e la sottile malinconia dei suoi paesaggi lunari, Mirò e le sue forme biomorfe, Dalì e la sua ossessione per la memoria e il tempo che scorre… Sono artisti dalle forti personalità che riescono a mettere a punto una sintassi pittorica originale tanto che se provassimo ad analizzarli uno per uno noteremmo significative differenze!

Dalì vita e opere, analisi e spiegazione

Salvador Dalì è nato nel 1904 a Figueres, in Catalogna, frequentò l’Accademia e si avvicinò molto al linguaggio espressivo dei dadaisti e dei cubisti. Si trasferì a Parigi nel 1927 e conobbe il già noto Pablo Picasso, un incontro che ebbe una grande importanza per la maturazione artistica del giovane Salvador Dalì. Nel 1928 conosce i surrealisti grazie a Mirò e inizia a dedicarsi al cinema, scrivendo una sceneggiatura (Un chien andalou) insieme a Buñuel. L’anno successivo avviene un incontro che gli cambierà per sempre la vita: quello con Gala, il cui vero nome è Elena Ivanovna Diakonova, russa di origine e diversi anni più grande di lui, moglie del poeta Éluard. Tra i due fu amore a prima vista e la loro relazione durò fino alla morte di lei, un evento tra l’altro segnato dal mistero perché Dalì fece trafugare il corpo dell’amata dall’obitorio! Dalì morì nel 1989, nello stesso paese dove era nato 85 anni prima.

dalì e gala coppia famosa

Dalì e Gala. Fonte: barbarainwonderlart.it

Dalì definisce la propria pittura “critico-paranoica” perché affermava di “guardare un oggetto e dipingerne un altro”, in accordo al suo immaginario personale che definì lui stesso “perverso-polimorfo”. Le opere famose di Dalì sono tantissime, e ciò che dobbiamo sottolineare immediatamente riguarda la tecnica. Molti artisti surrealisti, infatti, scelgono consapevolmente di fare ricorso a mezzi e tecniche non tradizionali. Ci si lasciava guidare dal caso, oppure si faceva ricorso all’automatismo nella scrittura e nella pittura, lasciando la mano libera di vagare sul foglio o sulla tela, rincorrendo un’idea, una suggestione, una sensazione. Non mancano assemblage, frottage e collage.

Altri artisti, invece, scelgono di mantenere tecniche tradizionali ma di occuparsi di scene immaginarie, impossibili, in cui vengono accostati elementi incongrui. Dalì fa parte di questo secondo gruppo, infatti osservando attentamente le sue opere noteremo una grande perizia tecnica e un’abilità indiscutibile nel padroneggiare le tecniche artistiche tradizionali, tra cui la pittura a olio

 

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S. Dalì, Cigni riflettono elefanti, 1937. Fonte: dalipaintings.net

In cosa consiste la pittura “critica-paranoica” di Dalì? In questo dipinto notiamo come, sullo sfondo di un paesaggio arido, dei cigni maestosi si specchiano in un laghetto. L’immagine riflessa, però, non restituisce il vero, e i profili dei cigni si mescolano a quelli degli alberi alle loro spalle divenendo elefanti. Il contrasto tra l’eleganza sinuosa del cigno e la pesantezza mastodontica dell’elefante genera uno scarto importante, quasi come se l’artista volesse indicarci che dubitare delle apparenze non è poi una cattiva idea :) Il dipinto è, inoltre, popolato da dettagli misteriosi: le nuvole hanno un aspetto e una forma strani; a sinistra il profilo di un uomo con le mani in tasca, quasi sproporzionato rispetto alla scena, accentua il nostro senso di straniamento; un fuoco acceso sulla destra si scorge solo dopo aver guardato più attentamente… In Dalì le illusioni, i giochi e la voglia di meravigliare si mescolano ad un’incredibile perfezione tecnica. Ad una prima occhiata

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S. Dalì, Sogno causato dal volo di un’ape intorno a una melagrana un attimo prima del risveglio, 1944.

distratta siamo convinti di trovarci di fronte ad un comune paesaggio ad olio, solo in un secondo momento ci rendiamo conto che non somiglia a niente di ciò che conosciamo e che risulta impossibile! Le interpretazioni dei dipinti di Dalì possono essere tantissime.

Un’altra opera molto famosa è Sogno causato dal volo di un’ape intorno a una melagrana un attimo prima del risveglio del 1944. L’opera vede raffigurata una donna nel momento in cui si risveglia da un sonno ristoratore. Il motivo del suo brusco risveglio è quanto meno insolito: due tigri, uscite dalla bocca di un gigantesco pesce, a sua volta generato da una melagrana, sono ritratte nel momento precedente a quello in cui le balzano addosso. Tra le tigri e la donna, un fucile. Alle spalle un altissimo elefante dalle zampe sottili, come quelle di un ragno, che trasporta sul dorso un carico pesante, un obelisco.

Dalì era ossessionato dalla propria immagine e amava farsi ritrarre in pose eccentriche, vestito in modo molto particolare, tanto che secondo alcuni critici lo si può considerare un precursore delle performance sul proprio corpo, una tendenza che prenderà piede soprattutto dagli anni Sessanta in poi.

 

Dalì La persistenza della memoria: spiegazione e analisi!

La persistenza della memoria (orologi molli) del 1931, Dalì affronta alcuni tra i temi più importanti della sua produzione. Scarica il PDF gratuito per l’analisi dell’opera e la spiegazione!

  Dalì La persistenza della memoria, spiegazione e analisi