Una panoramica del contesto storico in cui vive Gustave Courbet e delle sue principali opere! Oggi artista famoso per il realismo dei suoi dipinti, destò scandalo nei contemporanei… Scopriamo perché! :)

Courbet e il realismo

L’Europa della seconda metà dell’Ottocento vive una forte crescita in molti settori della vita economica e sociale. Le comunicazioni sono favorite dalle invenzioni del telegrafo e del telefono, la rete ferroviaria si espande, compaiono le prime automobili. Le città cambiano volto grazie a corposi interventi urbanistici e tutto ciò viene supportato dalla cultura filosofica del tempo, il Positivismo, che considera la ragione umana come il presupposto fondamentale per la crescita del potenziale tecnologico e, quindi, del miglioramento delle condizioni di vita dei cittadini. La classe sociale in ascesa è quella della borghesia i cui membri diventano sempre più spesso i nuovi acquirenti delle opere prodotte dagli artisti.

A livello artistico vengono introdotte tecniche diverse dal passato, tra le quali non possiamo non segnalare la fotografia. Questa troverà maggiore diffusione nella seconda metà del XIX secolo ma i primi esperimenti risalgono addirittura agli anni ’30 dell’Ottocento.

opere principali di Courbet nell'ambito del realismo

G. Courbet, Autoritratto con il cane nero, 1842. Olio su tela. Parigi, Musée du Petit Palais.

Con il termine realismo intendiamo un movimento che tenta di descrivere la realtà con la maggiore aderenza possibile. Già alcune opere di artisti Romantici, ad esempio, avevamo mostrato un forte interesse per la resa fisiognomica dei personaggi nel caso dei ritratti, o per la verosimiglianza storica. Ciò che distingue il Romanticismo dal Realismo, tuttavia, è la mancanza nel secondo di ogni afflato lirico o poetico. Grazie al Positivismo la visione che si ha della realtà è scevra da ogni idealismo. La scelta si vede anche nelle tematiche scelte da Courbet, un grande e importante esponente di questo movimento. Vediamo insieme alcune delle sue opere principali.

Le opere di Courbet: Gli spaccapietre

Gustave Courbet nasce nel 1819 e muore nel 1877. Le sue prime opere, tra cui annoveriamo il celebre Autoritratto con il cane nero del 1842, manifestano ancora qualche connessione con il mondo Romantico. Questo legame, però, si spezzerà del tutto dopo il 1848, una data molto importante per la storia dell’Europa. In seguito delle decisioni prese durante il Congresso di Vienna (1815), infatti, erano stati restaurati i vecchi sovrani in molti paesi europei.

una delle opere principali di Courbet pittore realista

G. Courbet, Gli spaccapietre, 1849. Olio su tela.

Nel 1848 si verificarono numerose insurrezioni che tentarono di abbattere quei regimi, ormai mal sopportati dal popolo ma soprattutto dalla borghesia. I moti insurrezionali francese furono particolarmente sentiti dall’artista che inizia a dipingere quadri di dimensione significativa, come nella migliore tradizione pittorica, con soggetti però inediti. Nel caso de Gli spaccapietre del 1849, ad esempio, una tela molto grande (159 x 259 cm) purtroppo andata distrutta durante la Seconda guerra mondiale, veniva descritto l’ingrato e arduo impiego di due lavoratori. Non c’è nessun tentativo di nobilitare la loro fatica. Non vengono considerati alla stregua di eroi. Piuttosto, i due protagonisti -di cui non conosciamo neppure il volto- vengono ritratti nella routine del lavoro in modo molto verosimile, basti considerare la loro posa e i loro vestiti consunti.

Gustave Courbet  e L’atelier dell’artista

Una delle opere più celebri di Courbet è un olio su tela di dimensioni davvero straordinarie (359 x 598 cm) dal titolo L’atelier dell’artista. Risale al 1854-55 e, insieme al Funerale ad Ornans di cui parleremo diffusamente nella scheda didattica in PDF, doveva essere esposta in occasione dell’Esposizione Universale del 1855 (per approfondire le Esposizioni clicca qui!). La giuria, però, rifiutò le opere e l’artista escogitò una soluzione tanto semplice quanto ingegnosa che gli valse grande popolarità: non potendo contare sull’esposizione all’interno di un padiglione ufficiale… Creò un piccolo padiglione tutto suo in cui allestì una mostra personale con circa 40 dipinti!

Courbet, l'atelier dell'artista, olio su tela.

G. Courbet, L’atelier dell’artista, 1854-55. Olio su tela, Parigi, Musée d’Orsay.

Al centro dello studio, l’artista sta dipingendo un paesaggio, alla sua destra compaiono persone che frequentava il suo atelier come ad esempio collezionisti, a sinistra, invece, compaiono personaggi che simboleggiano le diverse classi sociali. Accanto a lui una donna nuda (che simboleggia la verità) e un bambino lo osservano. Dietro la tela compare un manichino per lo studio della Crocifissione ma, come possiamo notare, viene quasi oscurato dall’opera che il pittore sta realizzando e che potrebbe simboleggiare il rifiuto di Courbet per la pittura e i soggetti tradizionali. L’atelier dell’artista è un’opera specificatamente pensata come un’allegoria, una sorta di manifesto della propria poetica. 

Courbet: Funerale ad Ornans in una scheda didattica in PDF!

Volete un riassunto e un’analisi commentata di questa famosissima opera di Courbet? Non avete che da cliccare sul bottone sottostante 😀

È perfetta per la vostra prossima interrogazione o per trovare qualche spunto per una lezione diversa dalle solite!

 

Courbet e il Realismo: Funerale a Ornans