Come si diventa un educatore museale? Iniziamo col definire le professioni di educatore museale e di operatore museale e tutti i requisiti necessari per intraprendere questa (faticosissima) carriera!

Che cos’è e come si fa a diventare educatore museale?

Coppia di bambini al museo

Partiamo da una considerazione necessaria: sai già nello specifico di cosa si occupa l’educatore museale? E quali sono le differenze con ciò che è si definisce la professionalità dell’operatore museale?

Iniziamo  a chiarirci le idee! Entrambe le professionalità svolgono principalmente il loro ruolo all’interno dei musei ma nello specifico l’educatore museale lavora all’interno dell’area dei servizi educativi dell’istituzione, l’operatore museale invece è considerato in maniera generica chiunque lavori professionalmente all’interno del museo in servizi vari che possono essere anche quelli educativi, ma non necessariamente ( si può infatti essere impiegati nella comunicazione, nella conservazione, promozione, ecc).

Stabilito questo ci soffermeremo sulla professionalità dell’educatore museale, colui che lavora dunque nei servizi educativi ( la vecchia definizione di area didattica ormai non ci piace più :D) all’interno di un’istituzione museale.

Il primo riconoscimento “legale”, quindi in termine di legge che le professionalità legate ai servizi educativi museali non è vecchissima: anche se le sezioni didattiche dei musei sono state istituite con una circolare nel 1970, le professionalità del responsabile servizi educativi e affini, sono state codificate solo nel 2001 con il cosiddetto “Decreto degli standard” (Decreto Ministeriale 10 Maggio 2001, Atto di indirizzo sui criteri tecnico – scientifici e sugli standard di funzionamento e sviluppo dei musei , che vi invito a leggere).

Per la prima volta emerge chiaro il criterio di suddivisione delle varie professionalità del museo secondo specifici criteri di competenza specifica: il servizio educativo è considerato necessario per il museo e si definisce la figura del Responsabile del servizio educativo che ha come contenuti
professionali di base attività di tipo tecnico-scientifico, gestionale o direttivo con responsabilità di risultati relativi ad importanti processi produttivi/amministrativi. Più nel dettaglio le attività specifiche individuate dai legislatori sono l’educazione al patrimonio, la divulgazione scientifica e gestione dell’attività didattica, il coordinamento,la formazione insegnanti e operatori didattici.

Le figure dell’addetto al pubblico e dell’operatore museale sono stati definiti, secondo il decreto degli standard, lavoratori che, in possesso di conoscenze teoriche e pratiche, per la competenza relativa a specifici processi operativi, svolgono funzioni specialistiche nei vari campi di
applicazione.
Le attività specifiche individuate nella Tabella 1 del Decreto sono l’accoglienza e le informazioni al  pubblico con capacità di dialogo e comunicazione in almeno una lingua straniera e utilizzo di strumenti informatici e audiovisivi. Si nota che le competenze dell’operatore museale siano completamente assimilate al profilo dell’’assistente al pubblico; non vi sono codificate le mansioni che invece che normalmente un operatore museale e, nello
specifico, un operatore didattico, svolge all’interno del museo.
Le competenze che oggi l’educatore museale dovrebbe avere, che non sono specificate nel Decreto in analisi, ma che trovano d’accordo tutti i professionisti del settore, riguardano oltre la storia dell’arte e la conoscenza di almeno una lingua straniera, delle nozioni di didattica e pedagogia utili al lavoro e al rapportarsi con il pubblico, soprattutto in età scolare che frequenta il museo.

Professioni museali: requisiti per fare l’educatore museale

Tutte le professioni che operano all’interno del museo sono regolate da una Carta, la Carta Nazionale delle professioni museali, redatta dall’ICOM nel 2006, che definisce i requisiti necessari per i vari impieghi nel museo. Qui finalmente è definito chiaramente il ruolo dell’educatore museale e i relativi requisiti per intraprendere questa carriera.

Massaciuccoli laboratori didattici al museo

L’educatore museale è definito colui che

(…) realizza gli interventi educativi programmati dal museo adeguandoli alle caratteristiche e alle esigenze dei diversi destinatari.

Nello specifico conduce attività didattica, prende parte a gruppi di ricerca e progettazione in questo ambito, predispone gli spazi laboratoriali e per quanto sia di sua competenza contribuisce allo sviluppo formativo degli utenti che usufruiscono delle attività organizzate dai servizi educativi.

Di che cosa dunque si deve essere in possesso? Vi riporto i requisiti di base che potete trovare nella Carta delle Professioni Museali aggiornata

– Laurea triennale secondo l’ordinamento attuale o diploma di laurea secondo il vecchio ordinamento in discipline attinenti il museo,

– corsi di formazione e/o master relativi alla pedagogia del patrimonio culturale,

– conoscenza almeno della lingua inglese.

Tutto chiaro? Qualche consiglio per lavorare come educatore museale 😉

Noi zebre non ci stancheremo mai di ripetere che i servizi educativi all’interno di un museo sono di fondamentale importanza: il ruolo di formare le giovani generazioni ( ma ci battiamo sempre anche per quelle meno giovani :D) alla conoscenza e all’osservazione dell’arte, non è cosa da poco! Per avere cittadini rispettosi del patrimonio artistico e culturale bisogna formare generazioni che sappiano comprendere il valore di quello che è conservato nei musei e non solo!

materiali dell'arte per i laboratori didattici

La formazione dunque prima di tutto: vietato improvvisare! Ogni laboratorio didattico deve essere studiato e progettato al meglio ( va fatta ricerca anche, e soprattutto, quando si esce dal mondo accademico, non possiamo risparmiarci se decidiamo di fare questo lavoro!) !

L’esperienza e la passione poi… sono necessarie nel nostro lavoro! La passione è il motore che ti spingerà a sperimentare, a passare notti insonni alla ricerca del materiale migliore e a scoprire tutti i retroscena dell’opera che avrete già scelto come vostro oggetto del laboratorio; l’esperienza ti aiuterà, e molto! Problematiche e criticità nella progettazione e nella conduzione del laboratorio didattico non saranno più delle bestie nere da scongiurare, il problem solving nel nostro caso, ci vuole davvero e non solo come voce del curriculum 😉