Progettiamo e realizziamo un laboratorio didattico per bambini: si, ma che cos’è veramente un laboratorio didattico? Iniziamo a ragionarci su 😉

Laboratorio didattico per bambini: che cos’è?

Il termine laboratorio per noi “addetti ai lavori” si riferisce all’esperienza artistica della didattica del fare e deriva dal latino laboratorium, a sua volta dal verbo laborare «lavorare».

Può avere però sfumature di senso apparentemente diverse tra loro. Pensiamo ad esempio all’idea di laboratorio per un artigiano: è quel luogo di lavoro, pieno di attrezzi del mestiere dove realizza i suoi manufatti, e prima ancora, è quel luogo dove crea e sperimenta materiali!

Non troppo diversi dai nostri laboratori, vero? Entriamo dunque nel vivo della questione!

Progettare un laboratorio didattico significa creare delle esperienze formative attraverso una partecipazione attiva (didattica del fare) su tematiche che possono essere molto differenti tra loro: si può parlare di arte come di scomposizione di un testo!

Prenderemo in analisi tre aspetti che caratterizzano l’evento laboratoriale: la spazio laboratorio, l’oggetto e l’attività.

laboratorio didattico affresco a Frirenze

Lo spazio del laboratorio didattico

Una delle sfumature che assume il termine laboratorio è proprio quella riferita allo spazio: quando parliamo di laboratorio nel museo ad esempio ci riferiamo prima ancora che all’attività laboratoriale, allo spazio preposto alla stessa.

Il laboratorio deve essere una stanza attrezzata, differente per scopo dall’aula scolastiche che i bimbi sono soliti frequentare: l’aula scolastica è votata ad un apprendimento che fa dell’ascolto il suo punto cardine, nel laboratorio invece prevale il fare e pertanto si ha bisogno di spazi attrezzati, comodi e pieni di materiali per sperimentarne gli infiniti usi durante l’accurata conduzione del laboratorio.

 

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L’oggetto: lo strumento, il tema del nostro laboratorio didattico

Ci occupiamo di arte giusto? Il nostro oggetto al centro della progettazione del laboratorio è dunque un oggetto culturale, l’opera d’arte dalla quale si parte sempre per la creazione dell’esperienza laboratoriale. In un museo certamente l’incontro con l’opera è il punto di partenza per il laboratorio didattico, un incontro speciale che va mediato con molta attenzione. In assenza dell’opera originale (quando il laboratorio è a scuola o presso altre strutture) l’incontro con l’opera e lo studio della tecnica e dell’artista è affrontato con altri espedienti che possono essere grafici o narrativi. Dall’opera possono partire infiniti collegamenti interdisciplinari e l’arte in questo ci aiuta tantissimo 😀

L’attività: la didattica del fare per bambini e non!

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Dopo l’incontro con l’opera nello spazio laboratoriale si inizia l’attività di sperimentazione! L’attività è dunque quel momento che contraddistingue la didattica del laboratorio da altri tipi di apprendimento. Il fare è al centro della metodologia e l’obiettivo dell’operatore/educatore è quello di condurre una sperimentazione mediata ma libera, che consenta di apprendere e approfondire quanto detto in precedenza nel momento d’incontro con l’opera.

La magia è questa: si impara ascoltando, parlando, scrivendo… Ma sporcarsi le mani è molto più divertente!

Ed è proprio lo stupore il meccanismo che aziona l’apprendimento! Provare per credere!