E dopo aver capito che la street art può essere spiegata ai bambini, riflettiamo brevemente sull’origine di questo movimento artistico che sta colorando le nostre città!

Origini della street art per bambini: l’esigenza di esprimersi…anche sui muri!

arte preistorica e graffiti

 

I graffiti esistono da sempre, sono dei fenomeni antropologici! E non mi riferisco solo a quando il bambino inizia a fare propria la dimensione verticale del muro per incidere i suoi scarabocchi 😉

L’esigenza  di esprimersi e di lasciare la propria traccia è insita nell’uomo. Già dai tempi preistorici l’uomo ha usato le pareti rocciose per lasciare il proprio segno: un segno che indicava la sua presenza, il suo passaggio, un segno propiziatorio, un rituale magico; ne sono la testimonianza le numerose tracce di pittura parietale rupestre (graffiti) trovate ad esempio a Lascaux.

I graffiti di Pompei  ci restituiscono testimonianze di vita quotidiana: manifesti elettorali dipinte sui muri, insegne di osterie e raccomandazioni dell’oste, messaggi a scopi commerciali, sfoghi personali, maldicenze contro personalità politiche odiate.

Durante la Seconda Guerra Mondiale l’esigenza di lasciare il segno è testimoniata dalla prima forma inconsapevole di writing in senso moderno: Kilroy was here. I soldati americani apponevano questa scritta e un piccolo segno stilizzato nel luoghi che avevano usato come basi.

Writing e Tag: i progenitori della street art

Writers e tag sono alla base di quello che sarà poi lo sviluppo della street art.  Il movimento parte dal basso, da un sottofondo di illegalità che spinge i temibili kids, abitanti delle periferie americane, ad esprimere tutta la loro energia, ribellione e senso di possesso del territorio attraverso il writing.

Siamo nel decennio dei ’60 quando si sviluppa la cultura Hip Pop e ne decennio successivo che l’avvento della bomboletta spray e del marker (pennarello di feltro indelebile) portano i ragazzi a scrivere i loro nomi in codice, spesso accompagnati da un numero che ne indica l’indirizzo. Nel 1971 appare sul New York Time un articolo che parla di TAKI 183, il primo, forse inconsapevole, scritto sul writing. Un giovane di origine greche che aveva lasciato migliaia di segni a NY!street art per bambini

 

Ma quali sono le probabili cause storiche, economiche e sociali che portano alla codificazione di nuove forme espressive artistiche come il graffitismo e la street art? Eccone alcune: l’emergere nei primi anni Settanta di una crisi economica globale; l’occupazione sempre più intensa nell’America di quegli anni di cartelloni pubblicitari, manifesti, loghi e quant’altro attirasse l’attenzione dei passanti negli spazi pubblici; il potenziarsi di dinamiche di tipo razzista e il rafforzamento del ruolo delle gang delle aree più povere e periferiche. L’insieme di ciò crea una situazione sociale potenzialmente rischiosa; tuttavia il senso di solitudine e pesante frustrazione accusato da molti giovani, invece di sfociare in attività di matrice violenta, si trasforma in energia creativa e voglia di affermare se stessi.

Sono le influenze pop, inteso anche nel senso più letterale del termine, come dunque arte popolare che caratterizzano tutta la produzione di opere di arte urbana dagli anni ’70 ad oggi passando per i grandi protagonisti del movimento come Keith Haring e Banksy.

Lo sapevi? La street art è al museo!

Un’arte che sceglie i muri più belli, più visibili per esporre, che tenta di riqualificare angoli abbandonati di periferie urbane, che esprime denunce sociali ma che con il suo carico di significati più disparati viene musealizzata.

Proprio di questi giorni è l’apertura di una grande mostra a Roma con quasi 150 opere dello street artist più famoso sul panorama mondiale dell’arte: Banksy. Guerra, Capitalismo e Libertà, questo il titolo della retrospettiva romana e queste le tematiche affrontate dai muri di Banksy.

Una splendida occasione per vedere un corpus di opere completo, provenienti tutte da collezioni private e che altrimenti non si avrebbe modo di vedere. Se vi state chiedendo se la mostra è adatta ai piccoli e ai ragazzi…la risposta è si! Parola di zebra!!!