La storia dell’arte ci permette di osservare più da vicino certi aspetti della società in cui è stata prodotta l’opera. Attraverso un’opera d’arte possiamo entrare in diretto contatto con la visione dell’epoca; il concetto di bellezza fisica è uno dei tanti argomenti che potrebbero essere trattati in questo modo.

Cos’è la bellezza estetica

La bellezza estetica, inscindibile dalle tendenze e dal gusto, è un concetto molto labile. Nei secoli, questo concetto è stato ampiamente sviluppato, la bellezza nell’arte è sempre stata motore di molte opere e di molte riflessioni da parte degli artisti.

Nefertari, ritratto all'interno della sua tomba

Nefertari, ritratto all’interno della sua tomba

Già nell’ antico Egitto, le donne, ma anche gli uomini, utilizzavano unguenti e cosmetici,non solo nella mummificazione, ma anche per detergere il corpo, profumarlo e preservarlo dagli effetti della sudorazione.

L’arte di quel tempo ci mostra abiti ed acconciature di schiavi, faraoni e regine. Tra queste Nefertari, ritratta nelle splendide e raffinatissime decorazioni che sono state ritrovate nella sua tomba. Le ricche vesti, impreziosite da ricami e trasparenze, denotano lo status regale; mentre il volto di profilo, l’acconciatura e gli occhi bistrati, riflettono il gusto e l’idea di bellezza predominanti in quel periodo.

Nella Grecia del V secolo, invece, la scultura di Fidia, Policleto e Mirone raggiunse

Mirone, Discobolo, 455 a.C.

Mirone, Discobolo, 455 a.C.

gradi elevatissimi per quanto riguarda la canonizzazione della bellezza. L’atleta infatti era considerato il soggetto preferito per la scultura, tanto da diventare anche modello per le rappresentazioni degli dèi. La figura umana nell’arte doveva riflettere non solo le qualità fisiche ma anche quelle morali come coraggio e volontà raffigurate tramite proporzioni e prestanza fisica. Questo concetto viene identificato con l’espressione καλὸς καὶ ἀγαθός, bello e buono, principio che coinvolge le sfere dell’estetica e dell’etica.

Un corpo è bello quando ogni sua parte ha una dimensione proporzionata all’intera figura. (Fidia)

Canone estetico e cultura di massa

Proseguendo nel tempo, arriviamo al Medioevo, dove bisognerà arrivare in epoca feudale per ritrovare un canone estetico. La bellezza è ora quella degli Svevi e dei Normanni: biondi, con gli occhi chiari e la carnagione

Sandro Botticelli, Nascita di Venere, 1484-86

Sandro Botticelli, Nascita di Venere, 1484-86

eterea. Le madonne sacre e profane riportano questi tratti e le donne preparano cosmetici per sbiancare il colorito e schiarire i capelli, sebbene la morale cristiana e la satira condannino questi costumi.

Il Rinascimento riporta in auge il gusto classico della bellezza del corpo come simbolo di prosperità, grazia ed eleganza.

È un momento artistico e culturale molto florido e tutto ciò si riscontra nei corpi ben torniti e nelle curve abbondanti dei soggetti raffigurati. Si dice che gli uomini e le donne di questo periodo (ovviamente appartenenti alle fasce sociali più alte) ricorressero addirittura a delle diete ingrassanti pur di essere “alla moda”.

Ma è il ‘700 a far da padrone nel campo dell’uso dei cosmetici e dei “belletti”, damine tutte pizzi e crinoline

Boucher, La Toilette, 1742

Boucher, La Toilette, 1742

vengono dipinte da Boucher, Fragonard e Watteau (ma non solo); tutte intente in attività ricreative o nelle loro stanze affollate di ninnoli, cagnolini da compagnia e leziosi decori.

Questa figura femminile, delicata e aggraziata, verrà invece contrapposta, nei secoli successivi, dalla figura della femme fatale: dominatrice, lussuriosa, in grado di portare l’uomo alla rovina e perfino alla morte. Artisti come Klimt ritrarranno questo tipo di donna, bellissima e ammaliatrice.

Ecco, in breve, come il canone estetico si è evoluto e modificato nelle arti, come all’interno della società.

Il nostro excursus storico artistico continua nel prossimo articolo, partiremo dal ‘900 fino ad arrivare ai giorni nostri, continuate a seguirci!