Lavorando con con’arte contemporanea e la didattica capita spesso di sentire “Questo lo sapevo fare anche io!”, “Questi scarabocchi sono un’opera d’arte?”, e genitori che ti mostrano i primi segni di matita su un foglio dei propri figli dicendo “Guardate che opera d’arte”… che ne dite di fare un po’ di chiarezza e magari riderci su?

La fase dello scarabocchio e la scoperta del potere di un pennarello su un foglio bianco

Fasi dello scarabocchio: la famiglia e animali domestici

Avete mai provato a vedere che effetto fa una matita in mano ad un bambino di 12/18 mesi? No, non è un’opera d’arte!!! Orgoglio genitoriale alle stelle, si, va bene, ma non chiamate i bambini piccoli artisti, per favore!!! 😀

Per il bambino così piccolo scarabocchiare equivale a provare l’esperienza del segno tracciato da un pennarello su un foglio, o meglio dire, su una qualsiasi superficie ( non distingue infatti il margine del foglio, lì dove è permesso scarabocchiare, e invece il tavolo, pavimento, muro, dove in effetti non sarebbe permesso….ma va bene così!!!).

Non è il risultato a compiacere il bambino in questa primissima fase ma è proprio il gesto e successivamente all’effetto che esso produce. Troveremo spesso infatti nei primissimi disegni dei bambini, zone di colore intense e fogli bucati, proprio derivati dai gesti, non ancora controllati bene, che a volte sono veri e propri colpi sulla carta.

Solo intorno ai 2 anni il bambino scopre che c’è una esatta corrispondenza tra il gesto e il segno tracciato: è ora in grado di controllare i suoi movimenti e riesce intenzionalmente a produrre linee rette e curve.

Ma il bello arriva verso i 3 anni, quando il bambino dà un nome ai suoi fantastici scarabocchi e assegna un colore preciso e diverso ad ogni soggetto da lui rappresentato. Questa fase dello scarabocchio è davvero molto interessante a livello psicologico: a seconda del colore scelto, del tipo di linea prodotta, della posizione che lo scarabocchio occupa sul foglio si possono decodificare le emozioni che il bambino prova in quel momento, le inclinazioni caratteriali, eventuali disagi.Fasi dello scarabocchio, la fase figurativa

Lo schema corporeo, su cui tanto lavorano le insegnanti alla scuola materna, inizia a comparire verso i 4 anni e subisce un evoluzione e un’aggiunta specifica di particolari fino ai 6/7 anni. Variano le dimensioni all’inizio, al variare dell’importanza che la persona riveste per il bambino: per questo motivo spesso la mamma e il papà sono più grandi delle case! L’evoluzione della figura corporea assume poi importanti valenze e subisce giochi di prospettiva ( visione su un fianco, resa del movimento, superamento degli stereotipi) durante la scuola primaria.

Moltissimi studiosi e pedagogisti hanno scritto e studiato il disegno infantile da Jung a Piaget passando per Kellogg che nel 1970 ha stilato con precisione le 4 fasi del disegno infantile,dal non controllare il gesto fino ad arrivare al dare importanza al giudizio degli altri sul disegno stesso.

Ovviamente griglie e schemi si fanno per semplificazione: i tempi di apprendimento e sviluppo psicomotorio variano da bambino a bambino per carattere, fisico, stimoli ricevuti… teniamolo sempre a mente!

Arte contemporanea e scarabocchi famosi: la scoperta del gesto primitivo

Kandinsky, primo acquerello che ricorda gli scarabocchi infantili

Arte contemporanea e astrattismo, quante volte ragazzi o adulti che incontriamo in visita guidata o in eventi formativi ci dicono “ma veramente questi scarabocchi sono opere d’arte”??? Ebbene si, lo sono! Naturalmente bisogna spiegare perché, conoscere la storia dell’artista , capirne poetica e scelte che lo hanno condotto a produrre quell’opera d’arte.

Il caso più eclatante è ovviamente quello del papà dell’astrattismo Vassily Kandinsky, con il suo primo acquerello astratto del 1910. Macchie di colore, linee e gesti che ricordano a tutti gli scarabocchi prodotti dai bimbi di 3 o 4 anni quando ricevono la prima scatola di acquerelli 😉

La comprensione di quest’opera d’arte ci ricorda però che la prima forma di estetica, la prima ricerca e produzione del bello, avviene proprio da bambini, proprio in quella fase dello scarabocchio che consente la scoperta del piacere nel compiere un gesto primitivo, per lasciare il segno, per esprimere le nostre emozioni!

Anche gli adulti… scarabocchiano!

E ora diciamo la verità: chi non ha mai scarabocchiato i lati dell’agenda mentre si è al telefono con un cliente che non ci molla o con una zia che vuole sapere i particolari del nostro pranzo? Dai! Lo abbiamo fatto tutti!

Anche gli adulti infatti scarabocchiano e questo ha molti aspetti positivi: innanzi tutto sembra favorire la concentrazione e l’apprendimento delle nozioni che si stanno ascoltando, sembra che addirittura si ricordi meglio il contenuto di una telefonata se nel frattempo si è scarabocchiato!

Per molti è un efficace antistress: effetto calmante e distensivo della penna che incontra il foglio in libertà!

E poi c’è chi scarabocchiando disegna cuori, frecce, scale, stelle, case senza mai alzare la punta… E voi? Cosa disegnate?

Solo per curiosità naturalmente… non sono una psicologa e non vi farò l’interpretazione!!! Parola di zebra.