#AskACurator è l’hashtag che ha impazzato su twitter lo scorso 16 settembre. Ma cosa è successo davvero? Eccovi uno #zebrariassunto con tutto ciò che vi siete persi!

Come i nostri lettori sanno, le #zebre sono sempre in pole position durante gli eventi social (ricordate la #MuseumWeek?!) e, ovviamente, non potevamo perdere quest’edizione di #AskACurator! Per darvi un’idea di cosa succede alle schermate dei nostri computer durante uno di questi eventi social ricondivido il video tweettato da Mar Dixon… Divertente, non è vero? Sembra quasi un videogioco!

#AskACurator day 2015: chi ha partecipato?

L’ #AskACurator day è stato lanciato proprio da lei, Mar Dixon, quella che ormai tenderei a considerare alla stregua di una semidea nel fantastico mondo del social media management in ambito culturale.

A questa edizione di #AskACurator day hanno partecipato 1069 musei, di cui 41 italiani, da ben 51 paesi. #AskACurator è stato tra i TT (Twitter Trends) per la maggior parte della giornata, soprattutto a partire dalla tarda mattinata.

Tra le mille domande poste ai curatori, ai conservatori e agli operatori museali incaricati di seguire l’evento, ne riportiamo alcune. Per esempio, vi siete mai chiesti cosa succede il lunedì, durante la chiusura settimanale delle istituzioni museali? Io ad esempio ho sempre pensato a qualcosa di molto simile a ” Una notte al museo”, ma a quanto pare mi sbagliavo 😀

Siete curiosi di scoprire qual è l’opera più paparazzata di Palazzo Madama (Torino)? Per fortuna lo ha chiesto @GoldUnveiled (la pagina ufficiale del dipartimento delle Antichità Classiche della Galleria degli Uffizi)!

Lavanderia Young, un collettivo di giovani artisti, ha posto una bella domanda al MADRE di Napoli. Ha risposto Eugenio Viola, critico d’arte e curator-at-large presso lo stesso museo:  

I nostri #zebrafriends di Massaciuccoli Romana hanno parlato delle proprie attività e ci hanno mostrato come, secondo loro, la creatività sia fondamentale per offrire al pubblico un’esperienza unica: 

Una domanda che molto spesso ci viene posta durante le nostre attività, tutt’altro che banale, viene fatta a Musei in Comune, che risponde così:

 

Sono state date anche delle belle definizioni di “Curatela”:

 

#askacurator day 2015 le domande più interessanti

#AskACurator day 2015: i “loschi figuri” che potevi incontrare

I “tipi loschi” che era possibile incontrare ieri, durante la discretamente infinita sessione di twitter, sono stati riassunti a soli due punti: vedete che alla fin fine sono buona? 😛

 

  • «Assumetemi vi prego!»

Ragazzi, lo so che la crisi economica è una pozza nera, profonda e dalle pareti lisce,  so che state studiando tanto per raggiungere i vostri sogni… Però non credo nemmeno che tempestare trentacinque musei per 8 ore di fila con domande come “Cosa devo fare per farmi assumere?” sia la soluzione. Mi inquietate un po’.

 

  • Il polemista nato

Partecipare ad un evento di tipo internazionale con lo scopo precipuo di far polemica secondo me è inutile. Conoscersi e fare rete: #AskACurator nasce anche per questo, oltre che per avvicinare il pubblico alle istituzioni museali. Non sostengo l’atteggiamento da struzzo con conseguente insabbiamento della propria testa ma per la tipologia di polemiche sollevate i curatori non erano le persone più adatte a rispondere e alcuni interventi sono quindi risultati fuori luogo.

#AskACurator: le #zebraconclusioni

Una delle domande che si sentono più spesso in relazione ad eventi social come questi è: Sì, ma a che servono? Che è un po’ come a voler dire: Sì, ma poi cosa cambia?

La risposta è semplice: secondo me tutto dipende da cosa ci aspettiamo. Se credete che con un tweet si possa cambiare il destino dei beni culturali in Italia… Be’, è altamente probabile che rimarrete delusi! Eventi come questo servono a prendere consapevolezza del nostro patrimonio culturale, a renderlo accessibile a fette di pubblico sempre più ampie. Una volta acquisita questa consapevolezza sta a noi trarre le conclusioni! Mi chiederei, ad esempio, se la massiccia partecipazione dei musei della Gran Bretagna (160 contro i 41 italiani) significhi qualcosa; se il rapporto numerico tra i musei di grandi e piccole dimensioni che hanno preso parte all’appuntamento ci debba far riflettere; se nell’organico di un’istituzione culturale non sia ormai indispensabile annoverare la figura del social media manager. 

Le domande, in verità, potrebbero essere molte di più e mi piacerebbe molto sapere cosa ne pensate voi. Per il momento concludiamo citando un simpatico tweet di Querini Stampalia (Venezia) che, al termine di #AskACurator, ci ha salutati così: