Come si può rendere accessibile l’arte a partire dalla scuola? Come si può rendere appassionante e “comprensibile” la storia dell’arte insegnando arte e immagine a scuola?

Arte per bambini e ragazzi dalla scuola al museo, parliamo di didattica dell’arte!

Kandinsky, primo acquerello che ricorda gli scarabocchi infantili

Si parla tantissimo, a tutti i livelli, di fruizione, di tutela, di valorizzazione del nostro immenso patrimonio culturale: ma siamo concretamente consapevoli della bellezza, importanza e rarità di ciò che il nostro Bel Paese possiede in termini di Beni Culturali? Probabilmente no, non tutti.

La consapevolezza può derivare solo dalla conoscenza della materia, e troppe volte se ne parla ma lo spazio ( e ahimè il tempo) che si dedica alla conoscenza e all’educazione al patrimonio, a partire dalla scuola dell’obbligo, è poco e insufficiente. Due ore a scuola sono un tempo estremamente limitato e limitante per riuscire a insegnare la storia dell’arte e a favorire il contatto con i materiali e le tecniche artistiche. Mi potranno dare conferma gli insegnanti 😉

Quante classi poi passano dallo studio del testo di arte e immagine al museo? Che rapporto c’è stato e c’è oggi tra la scuola e il museo?

Classi al museo: quale rapporto c’è tra scuola e museo?

Anche se per tantissimo tempo il Ministero della Pubblica Istruzione si è occupato anche di Beni Culturali ( ricordiamo che il Ministero dei Beni Culturali nasce solo nel 1976) scuole e musei non hanno avuto uno strettissimo rapporto. Dopo le istituzioni delle sezioni didattiche nei musei già sul finire degli anni ’50, le scuole hanno ricevuto l’invito a recarsi al museo con le classi sono attraverso alcune circolari ministeriali che datiamo nei decenni ’70-’80. Dagli anni ’70 infatti si registra un’apertura della scuola verso l’esterno: sono ammessi le rappresentanze “esterne” dei genitori che apportano novità ed esigenze del territorio all’interno degli organi decisionali della scuola, comprese proposte di viaggi d’istruzione!

Il museo da parte sua si adatta al nuovo pubblico scolastico modificando gli orari d’apertura ( pensate un po’ che fino ad allora i musei, luoghi frequentati quasi esclusivamente da esperti del settore, avevano pressoché tutti un orario pomeridiano di apertura!)  approntando metodologie di visite guidate e percorsi semplificati adatti alle classi in visita.Coppia di bambini al museo

Oggi per fortuna le cose sono cambiate e la visita al museo per le classi è quasi sempre agevolata dai servizi educativi che dedicano speciali attività in orari scolastici e tariffe agevolate!

Certo è che la scelta del museo e/o la scelta di andare al museo non è scontata: il fattore insegnante è determinante. Eh si… dipende dall’insegnante proporre l’uscita, dipende da lui la scelta del percorso da affrontare con i bambini, dipende dalla sensibilità di ognuno.

Altra parentesi potrebbe aprirsi qui… quanti insegnanti hanno la formazione necessaria per affrontare in maniera costruttiva questi percorsi didattici? Quanti insegnanti sono frequentatori abituali di musei e di programmi che gli stessi mettono a disposizione per colmare le lacune di un percorso formativo per insegnanti che spesso non prevedere approfondimenti in materia? …Ok, come non detto, non aprirò questa parentesi!

Continuiamo…

Se è vero che il bravo insegnante è colui che sa trasmettere l’amore per il sapere e per la disciplina che insegna, tanto più vale per l’arte, che senza l’aspetto emozionale ed espressivo si risolve ad una sterile lettura di immagini, date e collocazioni.

Favorire l’incontro con l’opera al museo è un’esperienza che rende pieno di senso il percorso affrontato a scuola, rende consapevoli della matericità e della fragilità del bene, rende visibile il percorso che l’artista ha compiuto per arrivare a quel risultato!

Un appello accorato:portiamo i bambini al museo!