Quali forme artistiche erano usate e conosciute dalle popolazioni barbare che scendevano in Italia? Scopriamo l’arte longobarda in una lezione di storia dell’arte incentrata sulle opere di oreficeria!

Arte longobarda: il punto nella storia

I Longobardi erano una popolazione nomande proveniente originariamente dalla Scandinavia. Erano penetrati in Italia nel 569 guidati dal re Alboino. L’occupazione del territorio italiano non fu rapida nè tanto meno omogenea: Alboino dapprima occupò Milano e poi Pavia che divenne ben presto la capitale del regno ( ricordiamo che Pavia era stata precedentemente capitale del Regno dei Goti e che dopo 3 anni circa di assedio cadde sotto il dominio Longobardo).

La struttura gerarchica dei Longobardi permise loro di mantenere una generale autonomia anche quando parte del regno cadde sotto l’influenza bizantina. L’Italia fu attraversata da scorribande che saccheggiarono e razziarono interi territori.

Il regno longobardo fu ufficialmente riconosciuto sotto il dominio di Agilulfo e comprendeva il Nord Italia ( tranne la Liguria) , la Tuscia e parte dell’Umbria e delle Marche.Monza la corona di Teodolinda

Arte orafa: preziosi ritrovamenti dell’arte longobarda

Essendo originarimanete nomadi, e abituati dunque ad avere diverse professionalità tra di loro per sopperire a tutti i bisogni della popolazione, questi invasori erano esperti come artigiani, scultori e intagliatori, soprattutto nella lavorazione dei metalli. Per quanto riguarda gli insediamenti invece, gli edifici riconducibili alla civiltà longobarda, in particolari pievi o chiese, erano speso realizzati con materiali di spoglio. Il centro più importante fu Pavia che però conserva solo alcuni frammenti architettonici originali.

Numerose altre testimonianze, in particolare di arte orafa sono state ritrovate nei luoghi di sepoltura. In particolare si tratta di spille, monili, armi, fibule per cinture. Splendidi sono poi gli arredi sacri: croci, corone votive e preziosissimi reliquari.

Tutti i manufatti orafi sono caratterizzate dalla policromia: i Longobardi usavano pietre colorate, smalti e paste vitree incastonate nell’oro. Le decorazioni si basavano molto spesso su motivi geometrici ma ci sono anche raffigurazioni di animali stilizzate che possono spesso essere riscontrate tra gli intrecci dell’oro.

La croce di Agilulfo, un esempio di manufatto artistico longobardoarte orafa longobarda

Splendido esempio di oreficeria longobarda del VII secolo conservato a Monza, la Croce di Agilulfo contiene delle gemme lavorate e intagliate secondo l’uso barbarico e incastonate a freddo dell’oro, alternate a perle. Le file di perline, che invece possiamo notare ai bordi della croce, conferiscono a tutta l’opera lucentezza e luminosità sull’intera superficie.

Davvero curiosa è la presenza invece dei pendagli che probabilmente fanno riferimento a modelli usati nell’Arte Bizantina.

I ragazzi saranno sicuramente incuriositi da una tipologia di manufatti artistici che non sono soliti vedere o studiare ma che tuttavia testimoniano una grande conoscenza di strumenti e tecniche del popolo longobardo.