Nel grande filone dell’arte gotica che ruolo occupava la scultura gotica in Italia e in Europa? Per tutto il medioevo e in particolare nel Romanico la scultura era considerata parte integrante dell’architettura e nel gotico?

La scultura gotica: funzione architettonica

Lo stile gotico si afferma in Francia agli inizi del XII secolo e si diffonde poi gradualmente in tutta Europa apportando numerosi cambiamenti rispetto allo stile romanico che lo aveva preceduto. Nel Romanico la scultura non aveva avuto un ruolo ben determinato come l’architettura o la pittura e anzi era pensata come semplice “decorazione” dell’architettura: portali e statue erano parte integranti degli elementi architettonici portanti.

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Nel Gotico la novità fondamentale per la scultura è che, seppure lentamente, inizia a riappropriarsi della sua dignità artistica, cercando di staccarsi, anche materialmente dagli elementi architettonici. Solo nel Rinascimento però la scultura si riapproprierà completamente del “tutto tondo” che la caratterizzava anche nella classicità.

Continua dunque anche nel periodo gotico la produzione di statue-colonne ma si assiste ad un progressivo aumento e acquisizione di volumi propri, si abbandona la bidimensionalità per rendere la figura tridimensionale. La figura umana, animale o anche gli oggetti assumono spazi propri e ben definiti, volumi precisi, peso, concretezza e collocazione spaziale.

L’iconografia nell’arte gotica: i soggetti della scultura

La scultura gotica a differenza di quella romanica ritorna alla riflessione sulla realtà umana: non solo soggetti tradizionali di fede ma ora la scultura comprende tutti gli aspetti della vita terrena; iniziano ad essere scolpiti soggetti che raffigurano mestieri, le attività agricole che caratterizzano il trascorrere dei mesi, le raffigurazioni astrologiche o soggetti di scienze contemporanee. I grandi misteri e la scultura del terrore lasciano grande spazio e valorizzazione alla realtà terrena umana e dopo molti secoli, l’uomo torna al centro dell’interesse degli artisti.

scultura gotica, Giovanni_pisano, pulpito di sant'andrea

Conseguente alla scelta dei soggetti per lo più riferibili a figure umane, è anche il cambiamento stilistico delle linee dei soggetti: le figure tendono ad allungarsi e ad assumere espressività. Possiamo parlare di una ricerca di naturalismo nella resa dei volti e dei movimenti, non certo, almeno per ora, di realismo. Persiste ancora nel gotico infatti, la produzione di immagini un po’ stereotipate che seguono degli schemi di disposizione fissi: apostoli, processioni di santi, ecc.

L’estrema attenzione alla resa della figura umana conduce lo scultore gotico a un’interpretazione psicologica del personaggio scolpito e questo accade non solo per i soggetti laici scolpiti durante le fatiche del lavoro ma anche per il filone della scultura devozionale: aumenta a dismisura la produzione di statuine di culto che servivano per abbellire gli altari ma anche per uso devozionale privato: soggetti come la Vergine in trono, la morte della Vergine, Madonna in piedi con il Bambino in braccio possono essere commercializzare più facilmente e contribuiscono alla rapida diffusione dello stile scultoreo gotico in tutta Europa.