Siete in cerca di idee per un laboratorio didattico da realizzare a scuola con i ragazzi delle scuole medie o superiori? Ve ne proponiamo uno molto interessante sullo spazio urbano, sul nostro modo di viverlo e di migliorarlo! Attività didattiche grazie all’arte contemporanea per tutti… si può!

Arte contemporanea e spazio pubblico per ragazzi!

Un tema su cui gli artisti di oggi riflettono spesso è quello legato allo spazio e al modo che abbiamo di interagire con esso. Spazio urbano, spazio pubblico, spazio dell’utopia o delle disillusioni: la città è certamente uno dei fuochi di ricerca privilegiati perché permette di interrogarsi su tantissimi aspetti della nostra (complessa) contemporaneità: in che modo sta cambiando l’identità delle nostre città?Che differenze ci sono con il passato? Cosa nelle nostre città vorremmo fosse diverso?

arte contemporanea e spazio pubblico attività per ragazzi

J. Colomer, X-Ville, 2015. Tutti i diritti appartengono all’autore. Fonte: jordicolomer.com

Affrontare questo tema con i ragazzi delle scuole superiori di primo e di secondo grado è molto importante e può offrire l’occasione per approfondire temi ormai imprescindibili quali la cittadinanza attiva, il multiculturalismo, il rapporto dialettico tra spazio privato e pubblico, i modi che abbiamo a nostra disposizione per rendere la nostra città o il nostro quartiere più confortevoli e a misura d’uomo.

L’arte contemporanea può, ancora una volta, venirci in soccorso e oggi cercheremo di affrontare questi temi partendo da un’opera che potete ammirare al MAAT di Lisbona, un museo di arte contemporanea giovanissimo ma straordinario!

Attività didattiche su arte contemporanea e spazio pubblico

L’opera di cui vi parliamo è intitolata X-Ville (2015) da Jordi Colomer, artista catalano nato nel 1962 che si è inspirato ai lavori di Yona Friedman, un architetto visionario nato a Budapest nel 1923 e naturalizzato francese. X-Ville è una video installazione di 22’56” che capovolge l’idea di utopia connessa allo spazio urbano. Nel video un gruppo di persone si scambiano opinioni sugli aspetti della loro città che possono essere migliorati. Seduti su una specie di gradinata di forma semicircolare, i cittadini prendono liberamente la parola evidenziando i punti critici della vita metropolitana odierna. Secondo quanto postulato da Friedman il cambiamento è possibile se in primo luogo sono i nostri atteggiamenti e le nostre abitudini ad essere modificati: partendo da questi, infatti, possiamo sperare di trasformare l’utopia in realtà.

laboratorio didattico scuola superiore spazio pubblico

J. Colomer, X-ville, 2015. Tutti i diritti appartengono all’autore. Fonte: jordicolomer.com

Dopo aver espresso le proprie opinioni, i protagonisti del video si rimboccano le maniche e iniziano a costruire insieme. Avete letto bene: costruire! Simboleggiando metaforicamente il passaggio dall’utopia alla realizzazione concreta, i protagonisti del video iniziano a disegnare su superfici di cartone i contorni di palazzi e case, qualcuno di loro sale su un piccolo palchetto improvvisato e finge di suonare per intrattenere il pubblico, altri si occupano del trasporto di prodotti alimentari, rappresentando metaforicamente la compravendita e lo scambio economico, qualcuno si prende cura degli animali. L’artista ci fa riflettere sul fatto che la vita odierna nelle grandi metropoli deve essere ripensata radicalmente tramite il confronto e la partecipazione diretta ma anche tramite la riorganizzazione della vita di quartiere, veri punti nevralgici della vita collettiva. Nel proprio piccolo, ognuno di noi può contribuire significativamente al miglioramento della qualità della vita collettiva!

spazio pubblico spiegato ai ragazzi con l'arte contemporanea

Interno del museo MAAT, Lisbona. Visuale della video installazione di J. Colomer.

C’è un altro dettaglio molto interessante che rende la video installazione di Jordi Colomer una vera e propria “chiamata alle armi”. Il visitatore che si trova al MAAT di Lisbona osserva il video seduto su una struttura molto simile alla gradinata semicircolare del video, circondato da pannelli di cartone identici a quelli realizzati dai protagonisti del video. È come se l’artista ci “passasse la palla” facendoci intuire come la storia raccontata nel video ci riguardi tutti. Anche noi possiamo giocare un ruolo importante nel definire il passaggio dall’utopia di una città migliore alla sua concreta realizzazione e ciò che osserviamo nel video potrebbe costituire la nostra fonte di ispirazione.

A seconda dell’età dei ragazzi e delle loro inclinazioni possiamo organizzare l’attività didattica in modo diverso. Ad esempio, potremmo raccontare loro l’opera e proporre un’attività da realizzare in classe e in gruppo, oppure individualmente a casa. Che cosa avremmo detto se fossimo stati i protagonisti del video? In che modo la nostra vita nella città in cui abitiamo può essere migliorata… Ma soprattutto: che cosa possiamo fare noi? 

Se volete approfondire vi consigliamo di dare un’occhiata al sito dell’artista!