Perché l’arte contemporanea per bambini risulta di così difficile insegnamento a scuola? E in che modo i musei di arte contemporanea sul territorio favoriscono l’interazione con le scuole?

Arte contemporanea per bambini: non solo a scuola ma anche e soprattutto al museo!

L’insegnamento dell’arte e in particolare dell’arte contemporanea risulta molto complesso nel mondo della scuola perché le programmazioni ministeriali non ne consentono un’agevole trattazione per limiti di tempo, ma anche perché spesso la formazione degli insegnanti non risulta quasi mai specifica ( e per questo ci sono le zebre con i corsi di formazione :D).

I musei di arte contemporanea presenti sul territorio sono dunque le istituzioni  che meglio possono sopperire a questo gap della scuola italiana, fornendo specifica formazione agli insegnanti interessati, promuovendo la conoscenza dell’arte contemporanea a pubblici sempre più vasti e differenziati, avviando un dialogo costante e duraturo con le istituzioni scolastiche.

lucio fontana tagli su tela

L. Fontana, Concetto spaziale, Attesa, 1960. (particolare)
Fonte: culturaeculture.it

La specificità della didattica dell’arte contemporanea è dettata non solo dai limiti temporali che determinano cronologicamente la materia con cui si lavora, quanto la specificità di forme e materiali di cui sono costituite le opere.

Per convenzione quasi tutti i manuali di storia dell’arte così come tutti i programmi dei corsi universitari, tendono a far partire l’arte contemporanea dagli impressionisti a oggi.

Interessante è il confronto che delinea Francesco Poli nella premessa del suo testo Arte contemporanea. Le ricerche internazionali della metà degli anni cinquanta ad oggi:

“Mentre in Europa, normalmente, per arte contemporanea, in senso allargato, si intende quella che va dagli impressionisti a oggi, negli Stati Uniti lo stesso periodo è diviso in “Modern Art” fino alla seconda guerra mondiale e “Contemporary art” dagli anni ‘40 circa oggi, rendendo di fatto come punto di partenza l’espressionismo astratto(…).”

È infatti proprio nell’ambito delle forme artistiche successive agli anni ’50, dove si abbandonano i materiali classici dell’arte e la figurazione per attribuire nuove direzioni di senso, già avviate dal Dada tra le Avanguardie Storiche,  che la didattica dell’arte contemporanea attinge per  trovare gli oggetti culturali sui quali incentrare le attività laboratoriali.

Infatti mentre le Avanguardie Storiche appaiono – anche nel panorama scolastico e nella percezione della gran parte dei docenti-  già storicizzate, tutta l’arte che va dalla seconda metà del ‘900 ad oggi risulta di difficile comprensione, per questo oggetto di sfida per la didattica del museo rivolta alla scuola.

La difficile “decifrabilità” dell’opera d’arte contemporanea, rispetto alle opere di arte classica o moderna, storicizzate e già decodificate, è uno dei principali ostacoli con cui fa i conti la didattica dell’arte contemporanea che invece ha il suo obiettivo, come delineato nel testo di Dallari e Francucci L’esperienza  pedagogica dell’arte, nell’individuazione di vie e strategie tese a familiarizzare i bambini di oggi con l’arte del loro tempo.

Nel testo si fa esplicito riferimento all’idea di laboratorio didattico di arte contemporanea rivolto a bambini, proprio perché gli autori riconoscono che la scuola non riesce a fornire delle competenze di analisi e lettura del contemporaneo agli alunni.

Didattica dell’arte contemporanea per bambini e non solo!

Di certo una didattica dell’arte contemporanea è necessaria anche per gli adulti, abituati e formati dalla scuola in direzione di una lettura sempre e solo figurativa dell’opera d’arte, per i quali risulta spesso incomprensibile il linguaggio artistico contemporaneo.

Le principali azioni e sperimentazioni della didattica dell’arte sono rivolte appunto ad un pubblico di bambini e giovanissimi, nuove generazioni da formare e abituare al giudizio critico rispetto all’opera d’arte, libere dai pregiudizi che ad oggi hanno la maggior parte degli adulti.

Il pregiudizio degli adulti riguarda la percezione dell’arte contemporanea come incomprensibile ed elitaria, solo per gli “addetti ai lavori” che  sembrano essere gli unici in grado di decodificare i significati delle opere, retaggio di una cattiva formazione in età scolare.

laboratorio Piero Manzoni

Per il pubblico in età scolare l’apporto del servizio didattico nel museo di arte contemporanea si rivela dunque fondamentale oltre che per sopperire e far fronte ad una mancanza dell’arte contemporanea nella formazione, ormai rilevabile da anni, all’interno dei programmi scolastici, ma anche perché attraverso l’educazione consapevole all’arte e alle forme del contemporaneo si attua un’educazione trasversale a molteplici saperi che concorrono alla formazione e alla crescita dei bambini.

Il servizio educativo risulta essere particolarmente importante quindi nei musei d’arte contemporanea, poiché fornisce una chiave di lettura più efficiente e diretta rispetto ad altre forme di comunicazione didattica statiche, non pensate certamente per un pubblico di giovanissimi come ad esempio pannelli didattici di testo, didascalie, brochure o testi esplicativi forniti dai musei.

Proprio per questo tutti i maggiori musei hanno oggi un’offerta laboratoriale stabile: esperienze diversificate per fasce d’età in cui si privilegia una tipologia di insegnamento  e trasmissione di nozioni di tipo esperienziale e di “didattica del fare” che hanno come oggetto opere d’arte presenti in museo!