Eccoci qui pronti per continuare il nostro viaggio all’interno di uno scavo archeologico…oggi parliamo di ceramica e vedremo insieme che: “non sono solo cocci!” .

Durante il suo lavoro, possiamo dire che il maggior numero di reperti che un archeologo rinviene è proprio il materiale ceramico: alcune volte sono oggetti integri e anche magari dotati di elementi decorativi di piccolo o grande pregio; altre volte invece sono frammenti che agli occhi dei non esperti potrebbero sembrare appunto solo dei cocci insignificanti ma in realtà hanno anch’essi una storia da raccontare e ora li lasceremo parlare 😉

Archeologia spiegata ai bambini: la ceramica antica!

ceramica antica

Immaginiamo che a casa ci cada un piatto per terra: si frantumerà in numerosi pezzi ma se volessimo ricostruirlo dovremmo partire dai pezzi più riconoscibili come ad esempio il fondo del piatto o la decorazione…

Così potremmo dire che accade anche per i frammenti ceramici: quando l’archeologo rinviene alcune parti come ad esempio un fondo di un oggetto, oppure un orlo o un’ansa, questi saranno fondamentali in un’eventuale ricostruzione dell’oggetto ma sapranno soprattutto dirci di quale oggetto si trattava proprio studiando forme e dimensioni del frammento…ecco qui svelato un segreto: un frammento, seppur piccolo, può raccontarci qualcosa di importante, una grande storia.

La ceramica antica ci racconta tante storie!

La ceramica nel mondo antico non aveva sempre lo stesso aspetto, poiché, essendo realizzata con argilla, assumeva le caratteristiche proprie del materiale usato, che differivano a seconda della provenienza.

Mendolito di Adriano, archeologia per bambini

L’argilla appunto veniva lavorata a mano, con il tornio, con lastre e poi posta a cuocere in forni la cui temperatura e quantità di ossigeno presente o assente determinava il colore più chiaro, rossastro o nero.

Le forme realizzate erano molteplici, ognuna con un fine ben preciso, infatti la ceramica veniva utilizzata non solo per oggetti di uso quotidiano destinati soprattutto all’ambiente della cucina, ma anche per esempio per la realizzazione di elementi decorativi quali vasi o tegole.

La ceramica cosiddetta “da mensa”, cioè quella usata in cucina, ci offre informazioni sulla vita degli antichi, quasi fosse una specie di fotografia su cosa essi mangiavano o bevevano…lo sapevate che in alcune forme ceramiche vengono persino rivenuti ancora resti alimentari la cui analisi è per noi fonte di preziose notizie?

La ceramica che potremmo definire più “prestigiosa” era quella decorata soprattutto con figure di colore rosso, nel caso di fondo ceramico nero, o viceversa di colore nero, nel caso di fondo ceramico rosso. Si tratta di decorazioni geometriche o di vere e proprie narrazioni di episodi, in particolare della mitologia ma anche della storia antica, che in alcuni casi sono accompagnati dalla firma dell’artista che li ha realizzati.

ceramica della magna grecia

Ovviamente il rinvenimento di queste opere d’arte è per noi indice di un proprietario abbiente, che poteva permettersi il commissionare o comunque il comprare tali oggetti prestigiosi.

Come ogni reperto archeologico, non dimentichiamoci che anche la ceramica serve alla datazione dell’unità stratigrafica e del contesto in cui essa viene rinvenuta!

A tal proposito ci ricordiamo che i contesti in cui la ceramica viene rinvenuta sono molteplici: dalle ville in cui vivevano gli antichi, alle loro tombe, dove questi oggetti accompagnavano il passaggio del defunto nell’aldilà…quindi occhi ben aperti perché abbiamo visto insieme che non sono solo cocci!