La grande pittura in Italia nel ‘400 non è assolutamente un argomento da sottovalutare! Per questo oggi conosciamo un grande protagonista: Andrea Mantegna e analizziamo insieme una delle più celebri opere: Il Cristo morto!

Andrea Mantegna, Il Cristo morto: conosciamo meglio l’artista!

Andrea Mantegna nasce nel 1431. Già nel 1442 è a Padova nella bottega dello Squarcione,  Esperto collezionista e cultore di reperti del mondo classico, statue e disegni greci o romani. Padova in quell’epoca è il centro indiscusso di studi archeologici che, entreranno nella formazione di Andrea Mantegna. Si sposa nel 1453 con la sorella dell’artista Giovanni Bellini. Sarà poi un po’ pittore di corte presso i Gonzaga a Mantova già nel 1460 dove, oltre ad occuparsi della tegola decorazione delle stanze del palazzo, disegno scenografie per il teatro, tombe, arazzi, che fanno emergere una grande conoscenza del mondo classico. Dal 1465 al 1474 si occuperà di affrescare la famosissima Camera degli Sposi presso il Palazzo Ducale di  Mantova. Morirà nel 1506.

Analisi delle opere di Mantegna: l’effetto illusionistico

San Sebastiano, Mantegna

La pittura di Andrea Mantegna è caratterizzata da un grandissimo interesse per le forme classiche e dall’uso di effetti illusionistici nelle prospettive, che catturano la visione dello spettatore accompagnandolo all’interno della scena. Nell’opera San Sebastiano dipinta tra il 1480 e il 1485 emerge tutto la sua conoscenza delle forme classiche: la colonna, ciò che resta di un arco, il piede sulla sinistra di una statua, pezzi di cornice, tutto sembra essere rovinato e la vegetazione che aggredisce i resti di un glorioso passato ci dimostra il trascorrere del tempo. Anche lo sfondo contribuisce a dare questa visione: un paesaggio desolato e arido che sembra essere appartenuto ad un mondo antico.

L’effetto illusionistico è un altro aspetto fondamentale della pittura del Mantegna. Nei suoi quadri sembra far rivivere delle scene nelle quali lo spettatore è invitato ad avvicinarsi attraverso un uso sapiente della prospettiva che sembra illudere lo spettatore di essere proprio lì, a partecipare a quella scena. Nella Camera degli Sposi nel Palazzo Ducale di Mantova con i suoi celebri affreschi Mantegna sembra aver “sfondato” le pareti della stanza che si aprono attraverso dei meravigliosi tendaggi, sui giardini esterni. Così come il soffitto sembra bucato da un oculo che ci fa vedere il cielo primaverile!

Il Cristo Morto, spieghiamo l’opera!

Andrea Mantegna, Cristo Morto

Il Cristo Morto è sicuramente una delle opere più impressionanti dell’artista: la morte è descritta senza alcuna idealizzazione. Ce ne accorgiamo subito dall’analisi dei volti di Maria e dell’apostolo Giovanni che si trovano sulla sinistra del quadro. Sono straziati dal dolore. Dietro Maria si vede un’altra figura, forse la Maddalena anche sa ritratta in un espressione di disperazione.

Il punto di vista della scena rende il tutto assolutamente realistico e veritiero. Il punto di vista è posto di poco al di sopra del margine inferiore dell’opera perciò si vede una figura molto scocciata. La resa tridimensionale ad esempio dei fori dei chiodi e delle mani nei piedi di Cristo è il segno di una realisticità aggiunta. Lo scorcio della visione prende le figure ei volumi molto particolari: la testa e il torace ad esempio risultano essere troppo grandi rispetto alle gambe e non seguono quindi una costruzione prospettica tuttavia attraverso questo escamotage Mantegna ha posto in risalto l’espressione di Cristo, la mimica facciale e il suo corpo straziato.