Pensata per diventare uno strumento permanente di esplorazione della propria collezione, presso il British Museum la tecnologia virtuale è diventata realtà!

I musei che cambiano e le nuove tecnologie

Intorno ai concetti di «virtuale»e di «realtà virtuale» gravita una certa confusione anche perché non è difficile imbattersi in chi considera l’argomento da un punto di vista prettamente tecnico, trattando solo di un insieme specifico di tecnologie e accessori, accanto a chi considera la realtà virtuale come un modo per manipolare dati estremamente complessi e interagire con sistemi informatici altamente sofisticati.

Anche i musei si sono dotati delle cosiddette Nuove Tecnologie, tanto che espressioni quali “musei virtuali”, “virtualità museale”, “allestimenti interattivi”, “allestimenti multimediali” sono diventate di uso comune.

E oggi? Come procede la sperimentazione nei musei? In che modo le nuove tecnologie possono migliorare il nostro modo di fruire delle collezioni museali e, soprattutto, possono davvero essere considerate di supporto alle attività didattiche? I pareri non sono unanimi e sovente gli animi si infiammano.

Tutto ciò che abbiamo la possibilità di fare è cercare di tenere gli occhi aperti e guardarci intorno per scoprire in che modo i musei stanno cambiando, senza cadere in atteggiamenti estremisti, gli stessi già rintracciati diversi decenni fa da Umberto Eco nel suo famoso saggio dal titolo Apocalittici e integrati. Comunicazioni di massa e teorie della cultura di massa (1964). Oggi, ad esempio, prendiamo in esame il caso del British Museum.

British Museum: la realtà aumentata è già qui!

L’avvento dell’augmented reality non è un fatto del tutto eccezionale in Gran Bretagna: già dal mese di giugno, infatti, il Museo di Storia Naturale di Londra aveva iniziato ad usare la tecnologia di realtà virtuale in occasione della mostra dal titolo First Life, per consentire ai visitatori di sperimentare un ambiente sottomarino agli albori della vita sulla TerraEmily Smith, responsabile del dipartimento Audience Development presso il Museo di Storia Naturale, ha detto durante un’intervista alla BBC: «La realtà virtuale ha raccolto grandi consensi tra i visitatori», ricordando anche che per l’entusiasmo questi «Scoppiano in un applauso spontaneo alla fine delle proiezioni».

british museum la realtà virtuale per il pubblico

Credit: http://www.bbc.com/

Presso il British Museum i visitatori saranno in grado di guardare gli oggetti esposti da un punto di vista differente, relativo al loro uso quotidiano. Tra gli oggetti con i quali sarà possibile interfacciarsi virtualmente, ad esempio, si contano due braccialetti d’oro, scoperti in un sito nel Gloucestershire e che il Museo spera di poter acquisire, e un pugnale di bronzo molto particolare perché, molto probabilmente, non era stato pensato per essere utilizzato come arma. La lama non è mai stata affilata e la presenza di un anello di bronzo fa pensare che venisse usato come monile.

Chris Michaels, responsabile del Digital and Publishing, ha detto: «Il British Museum è costantemente alla ricerca di nuove opportunità per innovare nello spazio digitale. La realtà virtuale ci dà la possibilità di creare un nuovo contesto per gli oggetti della nostra collezione, esplorando nuove interpretazioni per gli oggetti risalenti all’età del bronzo».

Le scansioni 3D degli oggetti in esame sono state create dai membri del progetto Micropasts del British Museum, una joint venture che vede la collaborazione del Museo e dell’University College di Londra.

L’Augmented reality anche per famiglie e bambini

La tecnologia di realtà virtuale sarà in mostra in anteprima l’otto e il nove agosto 2015 ma in autunno diverrà parte integrante del programma educativo del museo anche per capire in che modo può aiutare gli studenti a migliorare le proprie conoscenze storiche sull’età del bronzo.

british museum realtà aumentata

Credit: http://www.theguardian.com/

Per il momento è consentito l’utilizzo del dispositivo solo ai visitatori dai 13 anni in su, le famiglie con bambini piccoli avranno a disposizione tablet e schermi interattivi.

Questa sarà una grande opportunità per gli studenti, fra poche settimane inizierà un programma scolastico che coinvolgerà gli alunni dai 7 agli 11 anni che si apprestano ad affrontare la storia della Gran Bretagna dall’età della pietra all’età del ferro. Questo autunno, infatti, il British Museum sperimenterà la realtà virtuale all’interno dei programmi educativi, proprio per valutare in che modo questa tecnologia può migliorare l’apprendimento degli studenti.