Il National September 11 Memorial Museum ha promosso un’attività per ragazzi delle scuole superiori di New York davvero molto interessante, ne parliamo in quest’articolo del The New York Times firmato da Patricia Cohen.

Una piccola premessa è doverosa: il National September 11 Memorial Museum è la principale istituzione che si occupa delle conseguenze dei tragici eventi dell’11 settembre. È stato inaugurato nel maggio 2014 e sorge presso Ground Zero, dove prima svettavano le Torri Gemelle. Il Museo vuole documentare gli avvenimenti dell’11 settembre servendosi di video, archivi, narrazioni e di una collezione di manufatti, spesso monumentali.

 

museo 11 settembre panoramica dall'alto

Foto di Ground Zero scattata nel 2012. Ringraziamo l’autore Cardiomals al quale appartiene ogni diritto.

 

Le visite guidate al 9/11 Memorial

Annalee Tai, studentessa di 16 anni presso il Bard Liceo nel Lower East Side di Manhattan, ha solo un ricordo vago dell’attentato al World Trade Center avvenuto nel 2001. «Ho ricordi molto deboli dei miei genitori intenti a guardare la televisione, erano molto preoccupati e molto turbati» ha ammesso la ragazza. La rimozione dalla propria memoria di quella giornata traumatica è ciò che ha spinto Annalee a saperne di più su quanto accaduto. «Ho pensato che fosse quasi mio dovere informarmi sul tema».

Annalee è una dei sei ragazzi che ha completato un’attività a lungo termine ideata dal museo e pensata per gli studenti delle scuole superiori di New York, che ha avuto inizio lo scorso autunno.

Ogni settimana, Annalee ha camminato fino al Ground Zero per esaminare la collezione del museo, parlare con i sopravvissuti e i soccorritori e, infine, studiare il percorso della propria visita guidata.

«Il mio racconto dell’11 settembre non è originale» dice Annalee, «È una raccolta di altri racconti».

 

Perché il 9/11 Memorial ha bisogno di giovani guide?

Affrontare l’orrore e la morte può essere profondamente inquietante per gli adulti, figuriamoci per gli adolescenti. Alice Greenwald, direttrice del museo, ha però affermato: «Viviamo in un mondo in cui nulla viene nascosto e questi ragazzi vogliono capire – hanno bisogno di capire».

Modellato su un programma simile a quello che la Greenwald aveva già istituito presso la United States Holocaust Memorial Museum di Washington, il progetto è stato costruito con estrema cura. I candidati sono stati selezionati affinché fossero emotivamente e intellettualmente abbastanza maturi da poter gestire il progetto, ha assicurato la Greenwald.

David Rothblatt, uno studente della Stuyvesant High School (che si trova a quattro isolati da Ground Zero) che ha completato il programma nel mese di dicembre, ha conosciuto Harry Waizer, un sopravvissuto rimasto gravemente ustionato. Quest’ultimo indossava una maschera durante il suo recupero e quell’oggetto fa oggi parte della collezione del museo.

9/11 Memorial visite guidate degli studenti

Sarah AlShabboot, una giovane studentessa della Loyola High School sulla Upper East Side, il cui padre è un diplomatico della missione irachena presso le Nazioni Unite, ha aderito al programma nel mese di febbraio. «Voglio portare entrambi i lati della storia, sia come musulmana e irachena che come americana. Mi sento obbligata a cercare di diffondere la consapevolezza per le vite perdute a causa del terrorismo», ha scritto nella propria application«Desidero lasciare un segno, mostrare che i musulmani non appoggiano il terrorismo in nome della propria fede».

Per Annalee uno dei momenti più emotivamente strazianti è stato incontrare Bill Spade, un vigile del fuoco  che si trovava in una tromba delle scale della Torre Nord quando la Torre Sud cadde. Ha aiutato a evacuare diverse persone intrappolate dalle macerie. Undici membri della sua unità, la Rescue Company 5 di Staten Island, sono morti quello stesso giorno.

Le tappe della visita guidata presso il 9/11 Memorial

Ciascuno degli studenti ha selezionato cinque manufatti esposti e ha costruito intorno ad essi la propria visita guidata. Il primo oggetto scelto da Annalee non è stato preso dal Ground Zero: si tratta di un mattone prelevato dal campo di Abbottabad, in Pakistan, dove Osama Bin Laden è stato ucciso nel 2011.

«Non è l’oggetto più appariscente», ha detto, ma è un evento che ricorda personalmente. Il mattone è in una vetrina con la camicia color sabbia indossata da un membro dei Navy SEALs, le forze che hanno preso d’assalto il nascondiglio del leader di Al Qaeda.

Annalee ha scelto, inoltre, un’opera realizzata da Spencer Finch composta da 2.983 quadrati di carta blu – uno per ogni vittima degli attacchi dell’11 settembre e il bombardamento del World Trade Center del 1993 – che accoglie i visitatori mentre scendono al livello del sottosuolo del sito, sotto la piazza. Ha incluso nel tour anche “The Last Column”, la trave di acciaio rimossa dal sito del World Trade Center solo dopo nove mesi di lavoro, e un pezzo di acciaio piegato, sul quale è avvenuto il primo impatto. Il camion dei pompieri schiacciato non era originariamente parte del suo tour ma Annalee ha deciso di incorporarlo dopo aver notato che tutti i visitatori si fermavano a guardarlo.

studentessa al museo dell'11 settembre

Annalee torna al museo ogni sabato mattina, nonostante abbia terminato il programma, per tenere dei corsi d’arte per i bambini. Ha detto che alcuni dei suoi amici non hanno capito il motivo per cui sarebbe tornata ogni settimana in un luogo tanto deprimente. «Non è quello che farebbe la maggior parte degli adolescenti» ha riconosciuto Annalee, «Credo che i ragazzi della mia età tendano spesso a trascurare la storia dell’11 settembre». La ragazza ha detto che conoscere la storia di quello che è successo e ricordare coloro che sono morti annulla ogni disagio, «Ci sono storie tragiche, ma ci sono anche storie di eroismo e di resistenza».